- SSI CPR - React Right (Dec 2014)
- SSI Stress & Rescue (Dec 2014)
- SSI Wreck (Nov 2013)
- SSI Advanced Open Water Diver (Aug 2011)
- SSI Nitrox 40 (Aug 2010)
- SSI Open Water Diver (Sep 2008)
Lieux où j'ai plongé
- Nombre total de plongées absentes de Diveboard:
Ce nombre est ajouté au nombre total de plongées consignées sur Diveboard (publiques ou privées) pour ajuster la statistique "Nombre total de plongées) - Plongées publiées:44
- Nombre total de plongées:53
- Plongées cette année:0
- Temps total d'immersion sur Diveboard:1 jour 16 h 57min
- Lieu de prédilection ::
Italie - Plongée la plus profonde:
40.2m sur Gozo Island, Malte - Plongée la plus longue:
75min - Malta Island, Malte - Photos du carnet:249
- Nombre d'espèces identifiées:55
Espèces rencontrées
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Plongées Favorites
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2015-05-31 Italie Isola Piana (Isola San Pietro - Sardegna)
Parete NneHo contattato Ajòò Dive qualche giorno fa su Facebook, in quanto avevo visto un post in cui pubblicizzava un immersione in tonnara. Ho chiesto, quindi, alcune informazioni tra cui la profondità dell'immersione poichè, essendo il primo tuffo di quest'anno, preferivo non fosse troppo profondo. Mi ha risposto Andrea che mi ha proposto di incontrarci questo pomeriggio per conoscerci e per fare un refresh direttamente in acqua sulle procedure di base e sicurezza in immersione. L' appuntamento è alle 15:00 presso il porto turistico di Portoscuso, al posto barca n. 11, (risulta quasi sotto al bar Nautilus). Arrivo verso le 14:45 e mi presento ad Andrea Rubiu, Carlo Tocco, Vittorio Chessa, ad altre due persone dello staff (che durante le prove sub resteranno in barca) ed ad un loro amico Angelo Pinna. Poco più tardi arrivano Maura Porru e Fabio Furia. Prima di imbarcarci Andrea riunisce tutti per un breve briefing, elencando gli esercizi che dovremmo eseguire in acqua. Il punto di immersione scelto è a NNE della scogliera dell'Isola Piana, che risulta riparato dalle onde di maestrale. Mi propongono di effettuare l'entrata in acqua come meglio preferisco ma, non avendo una preferenza in particolare, scelgo come gli altri la vestizione in acqua. Appena siamo pronti per l'immersione, Carlo chiede a Vittorio di farmi da compagno. Eseguiamo, quindi, reciprocamente alcuni controlli sull'attrezzatura, come verificare se nel gav è impigliato qualche laccio o frusta, se i cinghiacci sono ben stretti, se i rubinetti dell'aria della bombola sono aperti, e identificare il posizionamento della cintura di zavorra. Mentre Andrea resta con gli altri sub, io, Vittorio e Carlo cominciamo ad immergerci raggiungendo il fondo a circa 8 m. Poi, cerchiamo uno spazio con rocce piatte per poter svolgere gli esercizi programmati. Carlo, prima di farmi fare le prove, mi illustra esercizio dopo esercizio come in pratica dovrà essere eseguito. Gli esercizi sono diversi: dal recupero dell'erogatore (sia con l'inclinazione del corpo sul lato destro ed il movimento ampio del braccio che recupera la frusta, che con la ricerca manuale della stessa frusta partendo dalla rubinetteria), alla condivisione dell'aria. simulando con il segnale convenzionale il fine aria; poi, togliersi la maschera, indossarla e svuotare l'acqua, ed infine eseguire alcune prove per il controllo dell'assetto. L'unico esercizio che non potrò eseguire sarà togliermi il gav e re-indossarlo, in quanto non avendo la cintura di zavorra, ma solo pesi integrati nelle tasche del gav, risulterei troppo positivo (farò tesoro di questo consiglio per dividere la zavorra tra il gav e una cintura da indossare). Non facevo tanti di questi esercizi da quando conseguii il brevetto Open. Ultimate le prove con Carlo, raggiungiamo il resto del gruppo che, sotto la supervisione di Andrea, sta eseguendo gli ultimi esercizi. Giusto per non stare fermi senza far niente, Vittorio mi propone di ripetere insieme a lui tutti gli esercizi fatti prima con Carlo. Per terminare, mi indica di seguirlo in assetto costante effettuando alcuni brevi tragitti. Terminato il refresh possiamo tutti rilassarci con una breve esplorazione tra i diversi massi della parete, toccando il punto più profondo a 14,4m. Purtroppo il freddo inizia a sentirsi (ci sono 17°); sicuramente per questo motivo sto consumando più della mia media. Durante l'esplorazione del fondale non rilevo niente di particolarmente interessante, sia come fauna che come flora, se non la presenza di asparagi di mare e qualche donzella. Carlo, dopo un controllo generale aria (il mio manometro segna 60 bar), indica di invertire la rotta verso la barca. Durante il rientro, proseguiamo l'esplorazione a profondità inferiori, evitando di effettuare la sosta di sicurezza sulla cima di risalita. Una volta riemerso, mentre mi preparo a passare il gav sulla murata vedo Andrea dirigersi a prua e salire su una piattaforma mobile della barca posizionata al livello del mare (ottimo sistema per evitare sforzi dopo l'immersione). Per cui raggiungo anch'io la piattaforma dove comodamente posso poggiare il gav, scalzarmi le pinne e trasportare l'attrezzatura dentro la barca. Rientro al porto soddisfatto di questa giornata, per aver conosciuto nuove persone simpatiche e preparate. - Compagni di immersione: Carlo (guida), Vittorio, Andrea, Angelo, Fabio, Maura - Distanza punto d'imbarco: 5,8 Km. - Tempo di navigazione: 10 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: leggero maestrale - Corrente in superficie: leggera NNO - Corrente in immersione: assente - Rif. visivi: 140m. a SSE dallo scogli a nord dell' Isola Piana - Problemi riscontrati: freddo, il manometro perde aria
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2013-09-10 Malte Gozo Island
Fessej RockSono arrivato al diving alle 8:40, trovando un via vai di sub (tra francesi, spagnoli ed inglesi) intenti a prepararsi gav e attrezzatura. Noel assegna alcune persone a Jose, che andrà in un sito diverso dal mio, mentre otto persone (compreso me) sono assegnate a David. David ci chiama per fare il briefing dell’immersione, spiegandoci che ci immergeremo alla Fessej Rock. Appena sentito il nome del sito, Isabelle (una ragazza francese) inizia a ridere, spiegandoci che il termine Fessej in francese significa culo! Fessej Rock si trova a Gozo, al largo dell’insenatura Mgarr ix-Xini, lungo la costa meridionale vicino al porto di Mgarr. Si tratta di una colonna di roccia scura alta, rotonda e verticale che si innalza per 15m. al di sopra della superficie dell’acqua e s’immerge fino a 50m. L'immersione si svolgerà effettuando una circumnavigazione della roccia lungo una parete dominata da enormi massi e tunnel naturali. Ci avviamo alla barca ma, questa volta, arrivo per ultimo e devo per forza maggiore, sedermi a prua dove si salta di più. Il motoscafo utilizzato è sempre lo stesso delle precedenti immersioni: è abbastanza spartano (max 10 persone), con sedili unici disposti longitudinalmente su ambo le fiancate e dei corrimano montati a prua,; mentre a poppa, dietro il posto di guida, c’è l’unico sedile orizzontale. Siamo appena partiti ma dobbiamo subito rientrare all’imbarcadero, in quanto un ragazzo si è scordato di prendere le pinne. Ne approfitta anche un altro ragazzo (muta grigia) per recuperarsi la macchina fotografica. Finalmente partiamo! Usciti dall’area portuale troviamo un po’ di onde e corrente nel tratto di mare che separa Malta da Gozo. Dopo una decina di minuti raggiungiamo Fessej Rock. Nel punto in cui attracchiamo ci sono diverse meduse del tipo cassiopea. Entro in acqua con capovolta all’indietro. Sott’acqua David mi avverte che col viso sto per toccare una medusa bianca del tipo carybdea marsupialis Anche oggi la mia faa, nonostante avessi controllato che il selettore dell’erogatore indicasse pre-dive, è andata in continuo. Fortunatamente me ne sono accorto subito. Iniziamo la discesa gradualmente, non superando i 20 m/min. David, sempre molto pacifico, nuota capogruppo. Le pareti dell’isolotto scendono a strapiombo e sono conformate da innumerevoli fenditure dentro le quali trovano tana tanti pesci e murene. Trovo anche vermi dai diversi colori e tanti spirografi. Raggiunti i 33,8 m. iniziamo a risalire lentamente, nuotando a spirale intorno al grande isolotto, con la parete alla nostra sinistra. Dopo aver percorso un piccolo tunnel tra le rocce, il computer segnala che ho solo 2min. per restare in curva. Decido di risalire di qualche metro per acquistare più tempo ed allontanarmi dalla deco. La passeggiata è abbastanza tranquilla, ciò mi consente di soffermarmi ad osservare l’habitat e scattare qualche foto, con una nuotata totalmente rilassata. Dopo circa 35min, raggiungiamo un pianoro tra le rocce, a circa 6m. dalla superficie. Qui possiamo effettuare la sosta di sicurezza, per poi terminare l’immersione. - Compagni di immersione: David(guida), Isabelle, Bibiana, Alberto + altri 4 turisti - Distanza punto d'imbarco: 6 Km. - Tempo di navigazione: 10 min. - Condizioni del mare: poco mosso - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: leggera - Corrente in immersione: assente - Rif. visivi: 245m. dalla torre Mgarr ix-Xini a Gozo - Problemi riscontrati: Faa in continuo dopo l'entrata in acqua
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2013-08-18 Italie Capo Spartivento - Chia - Sardinia
I FaraglioniDalla secca del Candeliere ci spostiamo verso gli isolotti Padiglioni. Il nome del punto “i Faraglioni” penso derivi dal fatto che tali isolotti, che sporgono dall'acqua una decina di metri, hanno delle pareti quasi verticali che scendono sino a 40m. Le rocce sono modellate come quando, giocando in riva al mare, si creano guglie di sabbia bagnata e, con la fantasia, assumono diverse forme, come l'elefante o l'occhio del gufo. Dopo un intervallo di superficie di circa un ora, ci caliamo in acqua. La corrente è leggera, pertanto per indossare il gav non dobbiamo soffrire come nella precedente immersione. La trasparenza dell'acqua è tale che quasi senza renderci conto ci ritroviamo oltre i 20m. Cedo la fotocamera a Stefy, che si diverte ad inseguire i pesci e fotografare tantissimi nudibranchi. Ogni sub segue lo stesso percorso ma con i propri ritmi di nuoto, consentendo a me e Stefy di procedere tranquillamente, senza correre. Ogni tanto, volgendo lo sguardo verso l'alto, notiamo Alessandro che controlla che l'esplorazione si svolga senza problemi. Stefy è scesa con 3kg. ed il suo assetto è migliorato notevolmente. Dopo 9 min. raggiungiamo il punto più profondo (26,6m.). L'immersione si svolge percorrendo la parete est dell'isolotto (quello più distante dalla costa), per poi deviare verso destra attraversando un lungo canalone che sfocia sul lato opposto del faraglione e, procedendo con la parete ovest alla nostra destra, ritornare alla cima dell'ancora. Effettuiamo la sosta di sicurezza esplorando i fondali intorno ai 5/6 m. Terminiamo l'immersione dopo 44min. - Compagni di immersione: Matteo (guida), Stefy, Alessandro, Andrea - Distanza punto d'imbarco: 27 km. - Tempo di navigazione: 50 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: leggera da est - Corrente in immersione: leggera da est - Rif. visivi: 900 m. ad ovest del faro di Capo Malfatano - Problemi riscontrati: nessuno
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2012-09-08 Italie Porto Zafferano - Sardinia
Dino WreckInformato qualche giorno fa da Roberto, ho colto l’opportunità di visitare questo relitto sito in acque interdette alla navigazione, (zona militare). Appuntamento alle 9:00 al molo del canale di Porto Pino. Arrivo puntuale insieme a Marcello, Roberto e Giuseppe. Scarichiamo l’attrezzatura e spostiamo l’auto al parcheggio a pagamento (300m. circa). Al molo iniziano a giungere altre persone (in tutto saremo 13). Arriva anche il furgone del diving con bombole e qualche erogatore. La borsa, dopo averla svuotata dall’attrezzatura, si può sistemare dentro il furgone del diving. Il gommone è attraccato affianco ad altre barche a qualche decina di m. da noi, in un’area di mare adiacente l’uscita del canale e per spostarlo al molo e caricare l’attrezzatura, Nicola deve arrivarci quasi a nuoto. L’ambiente è misto: c’è appunto Nicola (proprietario del diving); poi Anna e Andrea col ragazzo (presumo) che, boriosi, vantano di essere super esperti e fanno gruppetto a parte (equipaggiati con muta stagna, bi-bombola ed altra strumentazione); poi c’è Efisio con i simpatici Barbara e marito (turisti romani), che riferendosi al gruppetto, enunciano che la bravura non è sempre proporzionale a tipo e qualità di attrezzatura esibita; infine ci sono altri 2 ragazzi: il primo (del diving) che farà il barcaiolo ed il secondo, un tipo superbo che non darà confidenza a nessuno. Nicola, prima di darmi la bombola, chiede di mostrargli i miei brevetti, per capire che tipo di immersione posso fare. Le bombole (usate e riusate Scubapro) sono tutte chiuse con nastro removib. sull’attacco INT: questo sistema serve per identificare quelle piene dalle vuote. Monto il gav alla bombola e con un po’ di difficoltà mi accingo ad agganciare gli erogatori, perché rispetto alle Mares, hanno l’attacco DIN sulla sinistra quasi attaccato a quello INT ed il mio 1° stadio occupa maggiore spazio di quello disponibile. Carichiamo tutto sul gommone, che è abbastanza ampio (penso almeno 6m.), telonato a mezzo scafo (zona timone), con motore da 220Cw. Alle 10:10 partiamo con rotta Cala Piombo. I litorali, sono fantastici, ancora isolati e selvaggi: piccole insenature con sabbia a volte bianchissima, altre nera o a ciottoli; maestosi picconi di roccia granitica che scendono a strapiombo sul mare, sorvolati da falchetti reali. Doppiamo Capo Teulada (la punta più a sud della Sardegna) ed oltrepassiamo la baia di Cala Galera, per arrivare alle 10.35 al relitto. Il Dino era una motonave italiana lunga circa 80m. che trasportava argilla, affondata nel 1973 a causa di una forte mareggiata di scirocco mentre era alla fonda a Cala Zafferano. Giace ancora in assetto di navigazione su un fondale sabbioso con detriti e posidonia. La profondità minima è 18m. mentre il fondale max è 25m. I 3 ragazzi con le bibo, insieme a Roberto (munito di 2 videocamere con fari), si immergono per primi autonomamente ed entreranno a visitare il relitto. Mentre il resto del gruppo si prepara ad indossare l’attrezzatura. Come fase preparatoria, in acqua è stato predisposto un salvagente alto e quadrato, assicurato con una cima a qualche metro dalla barca, in modo tale che chi è pronto possa avere un punto di riferimento ed un appiglio dove sostare. Inoltre, a -5m. è stata calata una bombola con due erogatori nell’eventualità che a fine immersione chi dovesse restare senz’aria possa effettuare la sosta di sicurezza. Mentre tutti attendevamo Nicola (ancora sulla barca con problemi alla muta), Marcello, che stava poco distante da me, osservando in profondità i ragazzi con le bibo, si convince che siamo già tutti sotto e si immerge velocemente lasciandoci tutti senza parole. Ma, dopo qualche minuto, a velocità impressionante, ecco che riemerge saltando fuori dall’acqua col gav stragonfio, sorpreso di trovarci ancora tutti in superficie: aveva dimenticato la digitale e la torcia ed era salito a prenderle. Giustamente Nicola gli fa notare il pericoloso errore di pallonata e lo riprende anche per essere sceso da solo senza attendere il gruppo. Finalmente Nicola è sceso in acqua tra noi, fa un breve briefing sul relitto da visitare e forma le coppie. Il mio compagno sarà, (per l’appunto), Marcello. L’immersione è molto bella e la visibilità è buona. La nave è divisa in due tronconi, la poppa verso est, adagiata sul fianco destro; mentre la prua sul lato opposto, adagiata sul fianco sinistro. La distanza tra i due tronconi (intorno ai 40m.) è coperta da pezzi di lamiere della stiva di carico sparsi sul fondale, ma che cmq. non si discostano tanto dall’asse longitudinale della nave. La poppa è rimasta ancora in buone condizioni, col fumaiolo intatto. Sull’ampio terrazzo sottostante ci sono ancora i corrimano ed alcune cime. Ancora un piano sotto c’è la sala principale con i diversi oblo, all’interno si vedono dei termosifoni ed altre porte sia chiuse che aperte. Iniziamo l’immersione sul lato sinistro ed osserviamo la grande chiglia ricoperta di vegetazione che scende sul fondo. Facendo il giro della poppa sono presenti delle aperture dove ho potuto intravedere i ragazzi con le bibo. Peccato non poter visitare internamente! Ma oggi siamo troppi e c’è troppa sospensione per osservare bene. Ci avviamo verso la prua sorvolando la parte stiva, dove ci sono grandi lamiere con delle scanalature a gradino. Ancora più avanti, adagiato sul fondo, c’è l’albero maestro. Termino l’ immersione dopo 43 min con 50 bar - Compagni di immersione: Nicola (guida), Marcello Rmn, Roberto Crbn, Giuseppe Crbn, Efisio, Barbara e marito - Distanza punto d'imbarco: 16 Km. - Tempo di navigazione: 25 min. - Condizioni del mare: calmo - Condizioni meteo: sereno - Vento: assente - Corrente in superficie: assente - Corrente in immersione: assente - Problemi riscontrati: nessuno
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